Potatura verde della vite,
il gesto che dà carattere al vino
(Teresa Pasquini)
La potatura verde è uno sfoltimento della vigna che avviene nei mesi caldi dell’anno, tra aprile e luglio e serve per portare a compimento quanto iniziato con la potatura secca, svolta in inverno, di cui abbiamo già parlato nell’articolo La potatura secca, quando il vino prende forma. A differenza della precedente, che viene effettuata durante il riposo della pianta, e quindi in presenza solo di tanto legno, questa potatura avviene nel pieno del suo periodo vegetativo, e quindi dinanzi a quello che viene chiamato muro verde, da cui il nome della pratica stessa.
Ma a cosa serve? Le sue funzioni sono molteplici e tutte molto importanti. La prima è di ordine sanitario: la pulizia della pianta permette all’aria di passarvi attraverso e di asciugarla a dovere, evitando così le malattie fungine; inoltre, facilita la somministrazione di trattamenti fitosanitari. La seconda è volta all’innalzamento della qualità del prodotto finale: riducendo la quantità di tralci e soprattutto tagliando quelli non produttivi, la pianta può concentrare tutte le sue energie nei grappoli che andranno a comporre il vino, migliorandone la maturazione e aumentandone colore, intensità e sapore. Infine, aiuta nelle operazioni di vendemmia, favorendone la velocità e l’ordine: se la pianta non viene sfoltita, al momento della raccolta i grappoli sarebbero incastrati tra tralci e foglie e quindi difficili da estrarre, col rischio di rompere e far cadere molti acini, che invece è bene che restino tutti integri sul grappolo.
La potatura verde è fondamentale quindi per la salute della pianta e per la qualità del vino. La filosofia alla base di questa pratica è quella del prevenire è meglio di curare: vengono create le condizioni che impediscono, o per lo mendo rendono difficile, l’insorgere di problemi. Tutto questo diventa ancora più importante quando il tipo di agricoltura usato in vigna ha un approccio rispettoso nei confronti dell’ambiente, poiché queste forme di prevenzione permettono di evitare alcuni trattamenti chimico-sanitari contro parassiti e muffe.
Se la potatura secca si presentava come più brutale e netta, quella verde è più delicata e minuziosa. Infatti, può sembrare un’operazione banale, ma in realtà richiede molta attenzione e familiarità con la pianta. È molto importante partire da ciò che si vuole tenere, capendo le esigenze della pianta e del vino che vogliamo ottenere, e solo dopo, in base a questa prima selezione, decidere cosa togliere. Bisogna saper riconoscere i tralci di legno vecchio da quelli nuovi e a frutto, bisogna sapere dove sta il limite tra troppe foglie, che bloccano il vento sano e rubano linfa ai grappoli, e poche foglie, che non proteggono gli acini dal sole. È necessario, inoltre, avere uno sguardo ampio sul futuro, non solo sulla prossima vendemmia, ma anche su quella dell’anno successivo, lasciando i rinnovi indispensabili per le raccolte venture: se, ad esempio, tra due tralci a frutto c’è uno spazio vuoto superiore al solito, è utile lasciare un tralcio tra di essi, anche se di legno vecchio, così da ottimizzare lo spazio e la produzione.
La potatura verde si divide in varie fasi. Per prima c’è la spollonatura, ovvero l’eliminazione dei germogli al piede della pianta (i polloni). Poi viene la schiacciatura attraverso la quale si orientano i germogli erbacei così che la chioma sia ben distribuita, l’esposizione al sole e l’aerazione siano ottimali, e non ci siano tralci incrociati. Poi, la sfemminellatura permette di togliere i germogli secondari (femminelle) così da evitare la crescita di ulteriore vegetazione, che creerebbe disordine e abbasserebbe la qualità dell’uva. La defogliazione è ovviamente lo sfoltimento delle foglie intorno al grappolo e si divide a sua volta in due momenti: quella precoce, per favorire l’efficacia dei trattamenti senza esporre troppo presto degli acini alle scottature del sole, e quella tardiva, indispensabile per l’aerazione della fase di maturazione. La cimatura prevede il taglio della parte alta dei germogli per provare la nascita di foglie nuove, limitare lo sviluppo vegetativo e aiutare il raccoglimento delle risorse negli acini. Dato che la vite è una pianta rampicante che non si regge da sola, è necessario procedere anche con la legatura, con cui i tralci e i germogli vengono fermati ai fili dei tralicci, orientandone la crescita in made al sistema di allevamento utilizzato. Infine, col diradamento dei grappoli vengono ridotti i grappoli sulla pianta, eliminando quelli superiori più soggetti a muffe e lasciando quelli inferiori più zuccherini, così da affinarne la maturazione.
Se la potatura invernale trovava delle similitudini coi buoni propositi di gennaio, coi quali ci imponiamo di tagliare i ponti con le cattive abitudini, quella estiva richiama subito alla mente le pulizie di Pasqua. La primavera è alle porte o già in pieno sviluppo, la vita ha ripreso a scorrere a pieno ritmo e tutto intorno a noi è pervaso di un’energia frizzantina ed esuberante. La voglia di uscire e di godersi il sole e le lunghe giornate aumenta di giorno in giorno. Ma per essere pronti a questo nuovo capito del ciclo delle stagioni c’è bisogno di un restyling. La casa ha bisogno di essere pulita e messa in ordine, per sentirci nuovi rispetto al lungo e infagottato inverno appena terminato e anche per aprire le porte a tutti gli ospiti con cui vogliamo condividere questa rinascita dei sensi. C’è da fare il famigerato cambio dell’armadio, tanto noioso quanto necessario: non ci servono più lunghi cappotti, ma vestiti leggeri, che favoriscano il passaggio di aria e la giusta esposizione al sole. Il ritmo della vita torna ad aumentare ed è fondamentale eliminare il superfluo, così da avere tutte le energie disponibili per cogliere la dinamicità del momento.
È la stagione dei fiori. Tra poco arriverà quella dei frutti. Tutto intorno a noi è fresco e croccante e, sebbene sia un appuntamento fisso del ciclo della vita, ogni primavera è unica a modo suo. Il susseguirsi delle stagioni è inarrestabile e a noi, per prepararci all’ennesimo e sempre rinnovato risveglio sensoriale, non resta che disfarci del superfluo e concentrarci su quel che è più succoso. Perché solo se c’è spazio i cambiamenti possono giungere a maturazione, e solo se c’è cura minuziosa si può giungere a un vino eccezionale.
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